il suono è l’esperienza organica di un’esistenza diffusa dentro e attorno a Jiraci (oggi Geraci Siculo). L’estrema condivisione della gente con l’animale e i suoi ambienti rende nell’installazione l’idea di un mondo che è tornato a metà: la vita umana e quella animale insieme in egual parte. I suoni di campanacci, dei versi degli uccelli, dei passi e dei riti si fondono con quelli della lingua delle persone. Nell’installazione compaiono inoltre disegni, stampe e oggetti simbolici che si affermano come presenze cardine
della vita di questi posti.